lunedì 16 febbraio 2009

E i miei di diritti?

Dopo tutti i commenti al mio post su hellotxt sono andato a documentarmi un po'. Pare che oggi Facebook abbia modificato unilateralmente i suoi T&C (Terms and Conditions, le condizioni contrattuali), unilateralmente e senza darmene nessuna notifica aggiungo io, credevo non esistesse niente di peggiore delle lettere che mi manda la mia banca quando mi informa che "unilateralmente" mi cambia le condizioni del conto corrente (ovviamente in peggio) e io ho giusto 60 giorni per spostare conto (e mutuo) da un'altra parte.

Cito dal blog di Massimo Mantellini:

Praticamete dal TOS sono stati eliminate queste righe:


You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the license granted above will automatically expire, however you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content.


Mentre restano queste:


You hereby grant Facebook an irrevocable, perpetual, non-exclusive, transferable, fully paid, worldwide license (with the right to sublicense) to (a) use, copy, publish, stream, store, retain, publicly perform or display, transmit, scan, reformat, modify, edit, frame, translate, excerpt, adapt, create derivative works and distribute (through multiple tiers), any User Content you (i) Post on or in connection with the Facebook Service or the promotion thereof subject only to your privacy settings or (ii) enable a user to Post, including by offering a Share Link on your website and (b) to use your name, likeness and image for any purpose, including commercial or advertising, each of (a) and (b) on or in connection with the Facebook Service or the promotion thereof.


La stessa notizia è stata ripresa anche da Corriere.it e da Luca De Biase (Nòva24) che riassume in 3 domande:

1. il diritto d'autore rimane dell'autore e questi può a sua volta fare quello che vuole con i suoi contenuti?
2. se l'autore ha messo i suoi contenuti a disposizione solo dei suoi amici, Facebook può mostrarli al di fuori della cerchia di quegli amici?
3. se i contenuti dell'autore fossero a loro volta ripresi da altri, chi è responsabile, chi può far causa? E se fossero stati copiati prima di essere pubblicati? Chi è il responsabile?


Ok, domande corrette, certo, ma la domanda reale non dovrebbe essere "Ma è legale tutto questo?" Da quando in Italia una società estera può decidere in modo indipendente il modo in cui opera nel nostro mercato. Io ho lavorato negli Stati Uniti e non vi dico le regole a cui una società italiana deve piegarsi per poter operare oltre oceano...

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  • domenica 15 febbraio 2009

    If you're are going to do a job...

    My dad was an immigrant to this country. He came from Switzeralnd after World War II. He went and was an interpreter with the US military at the war trials in Nuremberg, came to Detroit with some of the soldier he had met there, who sponsored him in this country, went to work at Ford Motor Company, was there for 30 years. Never finished high school never went to college, but he had a simple model: "If you're going to do a job, do a job. If you're not going to do a job, don't do a job".

    You could say, okay, that's probably a good thing to tell a 10-year-old, but what it really came to mean to me was that if you want to accomplish anything at all. you've got to be commited, you've got to be motivated, you've got to be tenacious, you've got to be smart. And, of course, that's not really just my dad's message to me and my sister as we were growing up: it's really the essence of American work ethic, and I think it's been passed down to millions of American children every generation.

    No, non era Barack Obama, e nemmeno Forrest Gump, ma Steve Ballmer's, CEO di Microsoft, dedicato a chi non mette passione in quello che fa
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  • sabato 14 febbraio 2009

    Dottrina Rahm

    Una crisi grave non va mai sprecata, dice il capo del gabinetto di Obama, Rahm Emanuel, un momento difficile come questo ti consente di fare riforme radicali che in tempi normali non passerebbero mai.



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  • giovedì 12 febbraio 2009

    Buzz sensi di colpa

    Qualche mese fa, forse qualche anno fa mi sono iscritto a una o più community di buzz marketing. Un pò per curiosità un pò perchè intendevo testarle come cliente. Mesi dopo una di queste, la più professionale, a quanto ne so, l'unica che ha realmente delle campagne serie in Italia, mi ha contattato per alcune di queste: un libro, peraltro del mio autore preferito e successivamente per una utilitaria. Se mi leggete il post sul libro lo avrete visto, ma non è una novità che io parli di quell'autore, ho un altro blog che gli è legato per dire solo una ragione. Se mi leggete spesso sapete anche che non ho parlato dell'utilitaria. La società è stata gentilissima, l'evento molto carino, hanno condiviso molto materiale, ho pure scattato delle foto, ma quella che non è scattata è stata la scintilla per scriverne qualcosa, forse non ero in target, forse, semplicemente, non avevo niente da dire sull'argomento.

    Pochi giorni fa vengo contattato per una terza campagna, non mi contattano sempre, so che ne gestiscono molte di più e questo li valorizza dal mio punto di vista, non vanno a tappeto. Ma a questo giro ricevo solo un invito a una cena e un logo, senza spiegazioni, nemmeno dopo un mio sollecito. Quando ormai avevo deciso di non partecipare, vengo chiamato da una persona che conosco molto bene e mi spiega che chi mi avrebbe dovuto dare le spiegazioni del caso è a casa ammalato e l'evento è programmato per domani sera, e anzi, estende l'invito anche ad altre persone che conosco bene. Decido di accettare. 

    Nel frattempo leggo Massimo su Nova questa mattina e poi ancora peggio, un amica, anche lei blogger, su skype, mi informa che ancora prima di Mantellini lei un paio di settimane fa aveva deciso di dire no a questo genere di marketing. Non ci vendiamo. I blogger non hanno prezzo.

    Vero. Ma io ho la coscienza a posto. Ho parlato di un libro che mi piaceva, non ho parlato di una macchina, che pure non era brutta, aveva un rapporto qualità/prezzo eccezionale ma semplicemente non entrava nei miei pensieri e domani vado perchè una persona mi ha invitato di persona (ok per me scrivere via skype è come parlarsi a voce :) e vuole solo parlarmi di questa iniziativa. Parlare di un prodotto, è questo il succo, io adoro la conversazione, e questa parte mi pare renda il web simile ai negozi che c'erano quando ero piccolo, dove mia nonna ti poteva parlare per ore perchè una marca di calze era migliore di un'altra, mentre odio il centro commerciale, lo store fino a se stesso, dove finisci a comprare il prodotto con la scatola + colorata, sullo scaffaele centrale e il commesso non sa nemmeno il prezzo. 

    Se domani LC mi parlerà di Madone, come mia nonna delle calze forse il post ci scappa. E poi pizza e cine con gli anti buzzisti ;-)


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  • martedì 10 febbraio 2009

    Server dormienti

    Lo ammetto, sono in ritardo (come al solito). Per questo poco fa, preso dal senso di colpa, sono andato online a pagare il bollo della mia Ciuchina per scoprire che i server di Poste.it senza le loro 7 ore di sonno a notte non possono stare. Forse vanno a ballare? Ma il sabato e la domenica saranno accesi?

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  • mercoledì 4 febbraio 2009

    desayuno con blinko@Madrid


    Una colazione particolare questa mattina a Madrid con Fernando G. Mesones, Eleonora, Vicky, Carlo e alcuni blogger e giornalisti spagnoli per parlare di blinko

    Erano presenti: Rosa Jiménez Cano, Santiago Casado, Óscar García Peinado,José Antonio Tercero, Pilar Perianes,Álvaro Torralbo e Pablo Oliveira.

    I loro post du Del.icio.us nella colonna di destra ;-)

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