A proposito di internet, lean thinking, correre, tante altre piccole cose e da qualche tempo anche dei mood...
venerdì 23 marzo 2007
Arredare il proprio blog (Quinta puntata da Ma.gnolia a Replica passando per Bloglines e Spotback)
Avevo un pò trascurato l'arredamento in questi ultimi post perchè sto preparando un nuovo sito che spero vi farò vedere presto ma prima del week end qualche aggiuntina l'ho fatta:
Non si può vivere senza Ma.gnolia, social bookmark per eccellenza, io in particolare lo uso per la possibilità di creare gruppi con chi condividere link interessanti (si chiama social bookmarking ma mi sembra un nome un pò complicato :)
A questo va aggiunto qualcosa per organizzare i blog che leggete, oppure vi si intrecceranno gli occhi in pochi giorni, http://www.bloglines.com/ è fatto molto bene anche se la grafica non è granchè, se cercate qualcosa di più figo Spotback è appena uscito, ma è anche un pò più complicato da configurare.
Se invece come me, siete perennemente alla ricerca di nuove beta, http://www.repliqa.com/ promette molto bene
Voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia è su una cosa che io chiamo 'unire i puntini' di una vita. Quand'ero ragazzo, ho abbandonato l'università, il Reed College, dopo il primo semestre. Ho continuato a seguire alcuni corsi informalmente per un altro anno e mezzo, poi me ne sono andato del tutto. Perché l'ho fatto? è iniziato tutto prima che nascessi. La mia mamma biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata e quando rimase incinta decise di darmi in adozione. Voleva assolutamente che io fossi adottato da una coppia di laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare sin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però, quando arrivai io, questa coppia - all'ultimo minuto - disse che voleva adottare una femmina. Così, quelli che poi sarebbero diventati i miei genitori adottivi, e che erano al secondo posto nella lista d'attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?". Loro risposero: "Certamente!". Più tardi la mia mamma biologica scoprì che questa coppia non era laureata: la donna non aveva mai finito il college e l'uomo non si era nemmeno diplomato al liceo. Allora la mia mamma biologica si rifiutò di firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accettò di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college. Questo è stato l'inizio della mia vita.Così, come stabilito, parecchi anni dopo, nel 1972, andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno troppo costoso, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi non riuscivo a trovarci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta una vita.
Così decisi di mollare e di avere fiducia, che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso in vita mia. Nel momento in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a entrare nelle classi che trovavo più interessanti.Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca-Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e potermi comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio degli Hare Krishna: l'unico della settimana.
Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.Il Reed College all'epoca offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del Paese. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri con e senza le 'grazie', capii la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, compresi che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era bello, ma anche artistico, storico, e io ne fui assolutamente affascinato.Nessuna di queste cose, però, aveva alcuna speranza di trovare un'applicazione pratica nella mia vita.
Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo per il Mac. è stato il primo computer dotato di capacità tipografiche evolute. Se non avessi lasciato i corsi ufficiali e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente, all'epoca in cui ero al college era impossibile per me 'unire i puntini' guardando il futuro.
Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all'indietro.Insomma, non è possibile 'unire i puntini' guardando avanti; si può unirli solo dopo, guardandoci all'indietro. Così, bisogna aver sempre fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Bisogna credere in qualcosa: il nostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Perché credere che alla fine i puntini si uniranno ci darà la fiducia necessaria per seguire il nostro cuore anche quando questo ci porterà lontano dalle strade più sicure e scontate, e farà la differenza nella nostra vita. Questo approccio non mi ha mai lasciato a piedi e, invece, ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita
Io sono stato fortunato: ho scoperto molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Steve Wozniak e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in dieci anni Apple è diventata - da quell'aziendina con due ragazzi in un garage che era all'inizio - una compagnia da 2 miliardi di dollari con oltre 4 mila dipendenti. Nel 1985 - io avevo appena compiuto 30 anni e da pochi mesi avevamo realizzato la nostra migliore creazione, il Macintosh - sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta, avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose erano andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il consiglio di amministrazione si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era saltato e io ero completamente devastato.Per alcuni mesi non ho saputo davvero cosa fare. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me; come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non aveva cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti, consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi un'altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, 'Toy Story', e adesso è lo studio di animazione di maggior successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono tornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. Mia moglie Laurene e io abbiamo una splendida famiglia. Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. è stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non bisogna perdere la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Bisogna trovare quel che amiamo. E questo vale sia per il nostro lavoro che per i nostri affetti. Il nostro lavoro riempirà una buona parte della nostra vita, e l'unico modo per essere realmente soddisfatti è di fare quello che riteniamo essere un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che facciamo. Chi ancora non l'ha trovato, deve continuare a cercare. Non accontentarsi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie d'amore, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano.
Perciò, bisogna continuare a cercare sino a che non lo si è trovato. Senza accontentarsi.
La terza storia è a proposito della morte.Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, un giorno avrai sicuramente ragione". Mi colpì molto e da allora, negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato.Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da perdere. Siamo già nudi. Non c'è ragione, quindi, per non seguire il nostro cuore.Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la Tac alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Prima non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile, che sarei morto entro i prossimi tre, al massimo sei mesi. Quindi sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi di poter dire loro in dieci anni. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi addio.Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini, per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l'intervento chirurgico e adesso, per fortuna, sto bene.Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche l'unica per qualche decennio. Essendoci passato attraverso, adesso posso parlarvi con un po' più di cognizione di causa di quando la morte per me era solo un concetto astratto Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso, in realtà non vogliono morire per andarci. Ma la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita. è l'agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.Quando ero un ragazzo, c'era un giornale incredibile che si chiamava 'The Whole Earth Catalog', praticamente una delle bibbie della mia generazione. è stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci aveva messo dentro tutto il suo tocco poetico. è stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fatto con macchine per scrivere, forbici e foto Polaroid. è stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di 'The Whole Earth Catalog' e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono l'ultimo numero. Era più o meno la metà degli anni Settanta.
Nell'ultima pagina di quel numero finale c'era la fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: 'Stay Hungry. Stay Foolish', siate affamati, siate folli.
Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish: io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.
E poi qualcuno dice che i social network non funzionano...
Mi accorgo dalle statistiche che c'è qualche visitatore in più del normale, clicco a caso in uno dei link da cui arrivano e trovo James Gill, conosciuto qualche giorno fa su MyBlogLog ;-)
Per combattere lo spreco in Italia e portare acqua in Uganda domani, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, AMREF lancia la campagna “Spreco meno subito” per scoprire l'immenso valore della risorsa acqua.
Dal 22 marzo al 22 aprile, un mese acqua-sostenibile: un appello a ridurre gli sprechi in Italia e una raccolta fondi per portare acqua potabile e igiene nelle scuole del Nord Uganda.
Obiettivo della campagna è costruire 20 cisterne per la raccolta di acqua piovana in 20 scuole nei distretti di Gulu e Pader, i più colpiti dalla guerra civile in nord Uganda.
Saranno 20mila i bambini che potranno beneficiare del tuo gesto. Io ho già fatto la mia donazione, adesso tocca a voi farla, e passare parola...
MSNBC riporta come gli americani stanno arrivando a lavorare oltre 70 ore a settimana per restare competitivi sul posto di lavoro. Questo appare in tutte le industry dalla finanza alla tecnologia. "This is Dumb", cito l'articolo prima di scoprire che dumb non esiste in italiano (la traduzione più vicina è stupido :)
Non c'è modo che un processo produttivo sia efficiente con così tante ore lavorative, si tratta di una metodologia di lavoro che non è utile ai junior e che permette un grandissimo spreco di tempo in crunch time, in Italia, aggiungo io non è che siamo da meno (sono le 20:56 e ho staccato giusto 5 minuti fa) e spesso (mi ci metto io per primo) privilegiamo la quantità di ore alla qualità
Alla fine è tornato, ha aspettato giusto che io avessi bisogno di un click, uno solo, dalla Cina e poi è tornato a Firenze (e adesso come lo trovo un visitatore con gli occhi a mandorla???)
Tanto secondo me appena vede la classifica con l'Empoli prima della Fiorentina riparte subito....
"anyone can look for fashion in a boutique or history in a museum. The creative person looks for history in a hardware store and fashion in an airport"
La sua storia è un rebus, per i popoli dell'antichità questo colore contava poco, praticamente non esisteva, per i romani era il colore dei barbari e aveva connotazioni negative.
Se vi guardate intorno, oggi è il colore preferito in quasi tutto ciò che avete intorno(Blogger è Blu, i link su Internet sono Blu, lo sfondo di Windows...) e la sua popolarità ormai lascia parecchie lunghezze a verde e rosso.
C'è stato un rovesciamento dei valori negli scorsi secoli, prima il disinteresse dell'Alto Medioevo, poi un'ascesa progressiva e la sua valorizzazione a partire dal XII secolo, nell'abbigliamento prima, nella vita quotidiana poi.
Lo Zaffiro è la pietra celeste per antonomasia, il suo Blu è spesso paragonato a quello del cielo e si dice che abbia addirittura virtù terapeutiche, in Oriente protegge dalla malasorte, tuttavia, soprattutto nei testi medioevali era spesso confuso con i lapislazzuli.
Verso il 540 San Benedetto invita i monaci a non curarsi del loro abito, ma a partire dal IX secolo il nero, colore dell'umiltà e della penitenza, diventa il loro colore obbligatorio, il Blu comparirà solo a partire dal 1200, prima nelle vetrate come quella della cattedrale di Canterbury (Vetrata dei tre figli di Noè), poi addirittura nell'abbigliamento della Vergine nell'iconografia Rinascimentale; nascono i Blu di Chartres e gli smalti limosini; lo stemma di Francia rappresenta un campo azzurro e a Firenze nascono i primi tintori di Blu.
Da quel momento l'ascesa è inarrestabile, i Blu di Patinir, azzurrognoli, chiari, delicati, quasi trasparenti sono tra i più grandi esempi di paesaggi fiamminghi, Goethe colloca il blu al centro del suo sistema cromatico, lo definisce colore polare, forte attivo e luminoso, è il più bello e dinamico dei colori, Blu è il colore dell'abito di Werther e Blu è il fiore caro a Novalis.
Con il romanticismo il Blu diventa il colore del sogno, poi il colore dei manifesti cinematografici, infine dei dei jeans. Picasso non è un grande colorista, ma tra il 1900 e il 1904, totalmente incurante delle preoccupazioni e delle ricerche della pittura contemporanea da alle sue tele una forte dominante blu, Klein diventa celebre per i suoi monocromi e la confezione delle Gauloises diventa un simbolo della Francia in tutto il mondo...
Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni eh...
Scrivetele su un altro argomento, che ne so su... su... il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra, eh? Avete capito?
La poesia non è fuori, è dentro! Cos'è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola!
Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c'ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa...
Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! Innammoratevi! Se non vi innammorate è tutto morto! Morto, tutto è... Vi dovete innammorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l'allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza!
Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia.
E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, beh... buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua... Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola... "muro"! "Muro" non ti dà retta... non usatela più per 8 anni, così impara!
Che è questo? Boh! Non lo so! Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre!...
Proverbio brasiliano (o quasi, di Bergamo, giù di lì)
Un passerotto, colpito dal freddo e dal gelo, si accascia a terra sfinito e attende la morte. Una mucca che passa da quelle parti si accorge del passerotto e rumina tra se: "Cosa posso fare per aiutarlo, poverino sta morendo..."
Ha un'idea! Per aiutarlo decide di cagargli addosso per tenerlo al caldo e lo sommerge fino al collo.
Il passerotto, seppur sommerso dalla cacca, inizia a sentire un po' di calore e sta sempre meglio fino a tornare in piena forma.
Tira fuori la testolina e inizia a cantare felice: "Cip, cip, cip, cip..." Sentendolo cantare, si accorge di lui un gatto, gli si avvicina e lo vede ancora immerso nella cacca. Ma lo tira fuori, lo pulisce e se lo mangia!
Morale: non sempre chi ti mette nella merda ti vuol fare del male e non sempre chi ti tira fuori dalla merda lo fa perché ti vuol fare del bene! E comunque quando ti trovi nella merda fino al collo evita di fare troppo casino!
Il Tylenol era un diffusissimo antidolorifico da banco, uno dei maggiori prodotti commercializzati dal colosso farmaceutico Johnson&Johnson. Nell’inverno del 1982 il dramma: le autorità statunitensi danno l’allarme segnalando 7 vittime il cui decesso è imputabile, oltre ogni ragionevole dubbio, all’assunzione di compresse di Tylenol Extra Strenght avvelenate con cianuro di potassio. È evidente come un’azione di boicottaggio tanto violenta avrebbe potuto produrre conseguenze dirompenti per Johnson&Johnson: ma non fu così.
Il caso Tylenol 1982 è infatti ancor oggi sinonimo di reazione esemplare e perfetta gestione della comunicazione di crisi da parte di un gruppo aziendale. Immediato e costosissimo recall di tutti i prodotti della linea Tylenol; imponente, costante e trasparente circuito comunicazionale con media, pubblico e autorità; nuovo packaging antimanomissione; queste solo alcune delle decisioni che, elaborate ed attuate con estrema rapidità e accortezza dal top management, si tradussero in risultati positivi in termini di immediato recupero (e successiva crescita) della fiducia dei consumatori e della posizione di mercato (2). Seppure affrontando costi vivissimi, Johnson&Johnson scelse di dimostrare in concreto la capacità e la volontà di onorare ed applicare il proprio storico e notissimo “credo”: “le nostre responsabilità sono prima di tutto verso i consumatori, poi verso i nostri dipendenti, poi nei confronti delle comunità che serviamo e, infine, verso i nostri azionisti”.
L’Azienda riconobbe dunque la necessità, ed intuì l’utilità, di un sacrificio a breve termine che avrebbe però prodotto riscontri significativamente positivi nel tempo, preservando così la propria immagine da ineluttabili macchie. Le modalità con le quali Johnson&Johnson ha efficacemente gestito la crisi Tylenol sono ancora oggi indicate come caso esemplare di crisis management
Il caso Tylenol (1982): la gestione della notizia di morti causate da un prodotto manomesso è diventato un caso di studio di come una grande industria sia stata indotta ad affrontare una crisi utilizzando una comunicazione mirata e consapevole (23%)
Il Tè di Boston (1773): probabilmente la prima trovata pubblicitaria americana. I coloni bianchi si vestirono da indiani per scaricare nel porto di Boston le balle di tè in segno di protesta contro una tassazione repressiva (20%)
Le chiacchierate al caminetto (1933): i discorsi alla radio del presidente Franklin D. Roosevelt, indirizzati al popolo americano, divennero una forma di comunicazione diretta che bypassando i media si trasformò in evento mediatico (19%)
Il Common Sense' di Thomas Paine (1776): la pubblicazione auto-gestita dell'appello all'indipendenza dell'America fu il primo esempio di comunicazione politica rivolta ad un'audience nazionale (11%)
L'Office of War Information (1942): un'agenzia federale che lavorò con i mezzi di comunicazione e con l'industria dell'intrattenimento per costruire il sostegno dell'America agli sforzi militari durante la II Guerra Mondiale. Degno di nota soprattutto l'utilizzo dei produttori cinematografici di Hollywood impegnati a produrre documentari dal fronte (10%)
L'arrivo dei Beatles in America (1964): l'aggressiva campagna promozionale che lanciò la performance di un fino ad allora sconosciuto gruppo rock inglese a The Ed Sullivan Show' risultò uno degli eventi culturali più significativi del secolo (7%)
La Dichiarazione di Principi' di Ivy Lee (1906): il manifesto del pioniere delle rp, largamente diffuso, segnò la prima volta in cui fu apertamente sancito che la responsabilità dei relatori pubblici andava oltre gli impegni verso i clienti (7%)
Il Teddy Bear l'orsacchiotto (1903): dare ad un pupazzo imbottito il nome del presidente Theodore Roosevelt (lo confermano fonti degne di credito) consentì ai sostenitori di Roosevelt di usarlo nel promuovere i suoi sforzi ambientali e il suo senso di lealtà (all'origine ci fu il fatto che Roosevelt si rifiutò di sparare ad un cucciolo di orso) (7%)
Le Carte Federali (1787-88): una serie di articoli scritti da tre persone (Hamilton, Madison, Jay) sotto un'unica firma, aprirono la strada alla distribuzione di articoli redazionali con tematiche locali (per esempio, la ratifica della Costituzione da parte di New York) che, pubblicati dai media, raggiunsero un'audience nazionale (6%)
La prima agenzia di Relazioni Pubbliche (1900): una società che, giustamente, venne chiamata The Publicity Firm e che, concentrando i propri sforzi esclusivamente sull'arte e sulla scienze delle relazioni pubbliche, creò una nuova industria (6%).
Sei iscritto ad una palestra che costa come la rata di un mutuo, (figata di palestra peraltro, niente da dire su questo) per cui hai pure pagato una cosa da quasi 100 euri (sì, euri, che sono 1 euro + 1 euro + 1 euro per 100 volte) che si chiama quota di associazione che fino ad oggi ti ha comportato uno zainetto (se lo compravo di PIQUADRO costava meno :-)
Poi qualche minuto fa mi arriva la newsletter
Carissimi soci,
come promesso nella newsletter di Marzo, ecco la promozione Virgin Active dedicata al mondo del cinema. 40 biglietti, ognuno dei quali valido per un ingresso gratuito alla proiezione del film "300" durante la settimana dal 26 marzo al 2 aprile.
Figata, allora i centoeuri non erano poi spesi così male, poi aggiungete che sono innamorato dei fumettti, Miller è il mio preferito e che la storia delle Termopili poi la adoro
Clicco di corsa su Fanaticaboutfilms.it e trovo :
PROMOZIONE 300 L'iscrizione non è andata a buon fine. Non ci sono più posti liberi.
Niente di illegale ci mancherebbe, ma che tristezza di promozione così :-(
Azienda multinazionale leader nei servizi web e wireless sta cercando una persona che avrà la responsabilità del coordinamento di una decina di figure professionali a taglio tecnico-informatico estremamente evolute, esperte nello sviluppo di applicazioni e di tecnologie in ambiente Open Source (PHP, Perl, Mysql su sistema operativo Linux).
Una persona che abbia maturato competenze ed esperienza significativa nell’individuazione di fornitori strategici, e nelle attività di negoziazione e gestione di processi con società terze cui affidare parti dei progetti.
L’azienda dinamica, informale, fortemente innovativa, offre ampie possibilità di crescita e progetti sviluppati in ambito internazionale.
Requisiti:
Laurea o diploma tecnico, provenienza da contesti tecnologicamente avanzati, conoscenza dell’ambiente tecnico Open Source. Ottime capacità gestionali, relazionali e di negoziazione, autorevolezza, leadership. Concretezza e problem solving completano il profilo. Buona Conoscenza della lingua inglese.
L'n70 da casa non si collega quindi posso solo sperare che funzioni davvero (e provare domattina mentre sono in coda a Milano ;-)
http://www.tumblr.com, ennessimo sito web 2.0, ma finalmente su una funzionalità che ancora non c'era, o almeno non c'era così ben fatta e semplice da usare, registrazione semplicissima, semplicissimo inserire il proprio blog ma davidcasalini è troppo lungo per il mobile e david è già occupato :( quindi ripiego su http://davidc.tumblr.com (si può anche associare ad un dominio ma mi sembrava bello citarli almeno nel suffisso no?)
E vedo che non sono il primo ma che anche altri blogger italiani stanno già preparando i loro mirror mobile...
You're a Planner.You may be slow, but you'll usually find the best solution. If something's worth doing, it's worth doing right.
You like coding at a Low level.You're from the old school of programming and believe that you should have an intimate relationship with the computer. You don't mind juggling registers around and spending hours getting a 5% performance increase in an algorithm.
You work best in a Solo situation.The best way to program is by yourself. There's no communication problems, you know every part of the code allowing you to write the best programs possible.
You are a Conservative programmer.The less code you write, the less chance there is of it containing a bug. You write short and to the point code that gets the job done efficiently.
Un grazie a Fullo (che è un DLTB) e su cui ho letto del test imperdibile;-)
Venerdì 30 marzo a Milano si terrà la prima Girl Geek Dinner italiana, una cena per sole donne appassionate di tecnologia (in realtà sono ammessi anche i maschietti ma solo su invito), e visto che ieri per l'8 marzo non ho fatto nessun post ruffiano e non ho nemmeno regalato la mimosa (sono cascato nel tranello di 'amequestecosenonmiinteressano inveceerauntruccoperfarmelaregalarelostesso') ecco qua, se volete partecipare, e se lei decide di portarmi, ci vediamo lì ;-) http://www.girlgeekdinnersitalia.com/
Ormai si trova di tutto a brand web 2.0: dal generatore di nomi, a quello del logo (con tanto di beta version) a quello di frasi strampalate che lo richiamano (bullshit) fino alle 7 regole su come chiamare la vostra prossima startup sia in italiano che in inglese .
L'ultima previsione per il mercato cinese è che avremo circa 600 milioni di utenti dagli occhi a mandorla entro il 2010, con una crescita dal 1987 ad oggi spaventosa... http://www.hindu.com/thehindu/holnus/003200703080340.htm
Nokia entra nel mercato del mobile advertising, sia con un network ad hoc che una piattaforma di sviluppo web 2.0. Un ingresso nella partita dove già giganti come Google e Yahoo si stanno spartendo il bottino e altri come 3 stanno cercando di entrare a breve http://www.wirelessdevnet.com/news/2007/mar/07/news3.html
comScore Networks, leader mondiale nel campo dell'analisi dell'utilizzo dei media digitali, ha annunciato che la popolazione di internet ha raggiunto i 747 milioni nel gennaio del 2007, una crescita del 10% rispetto all'anno precedente. Tra le 15 nazioni top India, Federazione Russa e Cina sono cresciute rispettivamente del 33, del 21 e del 20 per cento. I cinesi sono ormai la seconda popolazione più grande su Internet con 86.8 milioni di utenti, subito dopo gli States con oltre 153 milioni di internauti
Qualche giorno di corsa e senza un tool del genere non avrei più la minima chanche di tener traccia di tutti i link che mi arrivano ogni giorno e che vorrei condividere.
Sono sempre stato un maniaco del mood (che peccato che mi hanno preso il mio vecchio amato dominio :( ) e quando ho scoperto i badges di twitter sono corso come un bambino al negozio di giocattoli.
Oggi poi leggendo Pandemia ho visto che hanno avuto anche un discreto successo e non posso che esserne felice ed aggiungere un altro pezzettino al mio template (qui a destra in un lampante rosa twitter )
Se volete saperne di più questa è la presentazione di Luca e queste le rules su come non far brutta figura usandolo!
Questa frase me la ricordo da così tanto tempo che ormai non so più se era solo uno dei tanti mood di lennaz o un vero e proprio pay off di Technorati; comunque sia memore dei consigli dell'ex blogger di chez lennaz sono corso a registrare www.davidcasalini.com, qualche solito casino con il forgot your password così il mio nick resta Formentera, ma il blog è andato e così come lui il widget sul template e il relativo claim.
Per chi vuole saperne di più su Technorati qui trovate tutto quello che serve.
Sembra una delle migliaia di community 2.0 che nascono ormai ogni giorno, invece se lo provi un pò più a fondo scopri che questi due ci lavorano dal 2004 e che è davvero ben fatto: in pratica ognuno ha la possibilità di creare il suo social network, buddylist, foto, video, con tool di importazione, personalizzazione dei template e del dominio.
Mobile Monday è una community di professionisti che operano nel mondo mobile trasversale a tutte le compagnie (loro la chiamano global open community), in realtà il main sponsor è Nokia ma questo non pregiudica l'attendibilità dei dati, MoMo, come la chiamano i suoi utenti permette di condividere idee, best practices e trend del mercato globale ed organizza eventi periodici (indovinate un pò, di lunedì :-) in tutto il mondo. Comprende circa 45.000 iscritti divisi tra 50 città in tutto il mondo.
In Italia, MobileMonday.it è organizzata a Milano e Roma e sul loro blog trovate anche un sacco di documentazione interessante dei meeting precedenti; il prossimo evento è a Milano il 12 marzo, la location è da confermare ma potete già iscrivervi sul loro blog
Aprire un nuovo blog è come iniziare ad arredare la propria casa, con la figata che qui non spendi decine di migliaia di euro e se sai dove trovarle le cose hai solo l'imbarazzo della scelta:
Si parte da MyBlogLog, community appena acquisita da Yahoo che ti permette di vedere gli utenti che hanno letto i tuoi post e i link cliccati da loro semplicemente inserendo un codice nel tuo template e poi almeno un link bisogna metterlo.
Scopro con piacere che su Blogger non c'è un tool per inserirlo ma puoi gestirli direttamente sul template così li rinomino Blogroll, che fa più figo e di questi tempi in cui tutti si spostano tra Milano, Berlino e Ponzano Veneto ci metto la mia blogger preferita che invece se ne è appena andata a Roma per il week end (beata lei)
In realtà è già qualche giorno che è online ma direi che la data di nascita ufficiale è proprio oggi ;-)
Sono partito da Wordpress dove pur acquistando 15$ di crediti non era possibile collegare il blog al dominio (sarà che io sono sempre un pò duro e non li capisco mai al volo questi upgrade ma non c'è stato verso), poi sono passato su Typepad, tutto lo spacciano come il più figo, credo lo usano alcuni tra i blogger che preferisco e quindi perchè non provarlo, mi abbono (8 $ al mese, mica regalato) ma anche li, personalizzazioni da dummy a parte, non c'è modo di farsi un blog a modo tuo e di legarlo ad un dominio, forse (ma dico forse, perchè non lo dicono chiaramente da nessuna parte) comprando il pacchetto ancora più caro. Ne provo qualche altro tra quelli a pagamento, e, senza andare nel dettaglio, mi arrendo, quando poco prima di abbandonare tutta l'idea di aprire un nuovo blog faccio l'ultimo tentativo su Blogger, senza nessun costo, leghi il tuo dominio al blog e puoi personalizzare l'html dell'intero template... ed ora sono qui a scrivere...
Qualche minuto in più per usare lo stesso account che uso già su Gmail ma come al solito tutto è semplice e funziona (sembra scontato eh :-)
Meno male che c'è Google....
PS. Tanto per non esser mai contento, sembra che non posso monitorare il Blog con Google Analytics, ma ho provato comunque a mettere il codice (sopravviverò senza?) e la toolbar di Google in alto non è il massimo, ma visto che è tutto gratis ho poco da lamentarmi (ma io avrei pagato tranquillamente, lo farei all'istante se trovassi l'opzione qui su Blogger)